l'Astrofilo settembre-ottobre 2014

ESOPIANETI ASTROFILO l’ la luminosità della stella, e l'altro spettro- metrico, perché a seconda che la regione si trovi nell'emisfero che ruota verso l'osser- vatore o in quello che si muove nella dire- zione opposta, si riscontra un allontana- mento o un avvicinamento della stella al- l'osservatore stesso. Questo movimento, del tutto apparente, è tanto più marcato quan- to più perpendicolare è l'asse di rotazione stellare rispetto alla linea di vista, e sul breve periodo è indistinguibile dall'effetto che un pianeta avrebbe sulla velocità ra- diale della stella. Sul breve periodo, ap- punto, perché quando si estendono le osservazioni su periodi di mesi o, meglio an- cora, di anni è assai improbabile che le re- gioni attive di una stella possano continua- re a mimare il ciclico orbitare di un pianeta. A fianco, la po- sizione di GJ 581 rispetto al Sole e ad altre stelle di riferi- mento. Nella mappa stellare in basso, la posi- zione sulla volta celeste di GJ 581, indicata dal cer- chietto rosso. Se poi quella stella non mostra variazioni fotometriche ed è caratterizzata da una modesta attività superficiale, viene sponta- neo attribuire a uno o più pianeti qualun- que periodica variazio- ne della velocità radiale. Ed è esattamente que- sto il caso di GJ 581. Ma siamo certi di poter estendere a una nana rossa le conoscenze tipi- camente solari che ab- biamo a riguardo delle regioni attive? Su quel tipo di nana i campi ma- gnetici superficiali po- trebbero essere molto più persistenti di quanto non avvenga sul Sole, oppure potrebbero svi- lupparsi strutture non necessariamente scure come le macchie ma u- gualmente in grado di inibire il moto delle cel- le convettive, come sem- brano suggerire studi condotti su una nana rossa famosissima, la Stella di Barnard. Per verificare se, anche in assenza di macchie ri- levanti, GJ 581 può pre- sentare fenomenologie magnetiche superficiali in grado di simulare l'esistenza dei suoi pia- neti più controversi, il

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