l'Astrofilo giugno 2013
GALASSIE ASTROFILO l’ S opra, un altro campione delle oltre 120 galassie submillimetriche osservate prima con APEX e poi con ALMA. Le sor- genti in questione sono qui di colore rosso-arancio, mentre quelle di tonalità verde-az- zurra sono state fotografate in IR da Spitzer. [ALMA (ESO/NAOJ/ NRAO), J. Hodge et al., A. Weiss et al., NASA]. Il video a destra evidenzia il grande migliora- mento portato da ALMA nel posi- zionamento delle sorgenti submilli- metriche. [ESO] In quell'occasione APEX era stato pun- tato su una regione di cielo nota col no- me di Chandra Deep Field South, ben no- ta per essere stata indagata a varie lun- ghezza d'onda, in- clusi i raggi X attra- verso il telescopio spaziale Chandra (di qui il nome). Le sor- genti evidenziate da APEX erano state oltre 120, ma nessu- na di esse con una risoluzione sufficien- te a identificarle nel- le immagini prese da altri strumenti. In so- stanza, quella survey di APEX non aveva aggiunto granché a quel poco che già si sapeva circa quelle sorgenti. Tutto è però cambiato non appena ALMA è divenuto parzialmente operativo, sono in- fatti bastate 15 delle 66 antenne oggi di- sponibili per permettere a un team inter- nazionale di ricercatori, guidato da Jacque- line A. Hodge (Max-Planck-Institut für Astro- nomie, Germania), di localizzare con elevata precisione e con una nitidezza senza prece- denti le galassie responsabili dell'emissione portato anni addietro a una paradossale constatazione: alcune galassie submillime- triche risultavano produrre così tante stelle (migliaia di volte più della Via Lattea) da mettere a rischio la loro stabilità struttu- rale. In altre parole, la pressione della radia- zione emessa dalle giovani stelle avrebbe potuto smembrare quelle galassie. Il primo, importante tentativo di capire co- me stavano realmente le cose era stato fatto qualche anno fa con l'Atacama Pathfinder Experiment telescope (APEX), una parabola di 12 metri di diametro collocata sull'altopiano di Chajnantor, in Cile, il cui compito principale era quello di fare da apripista ad uno stru- mento ben più po- tente, ALMA (Atacama Large Millimeter/sub- millimeter Array).
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