l'Astrofilo settembre-ottobre 2024
30 SETTEMBRE-OTTOBRE 2024 ASTRO PUBLISHING Q uesto mo- saico mo- stra tre degli 80 transienti, o og- getti di lumino- sità variabile, identificati nei dati del pro- gramma JADES. La maggior parte dei tran- sienti è il risul- tato di super- novae in esplo- sione. Confron- tando le imma- gini scattate nel 2022 e nel 2023, gli astronomi hanno potuto localizzare su- pernovae che, dal nostro punto di vista, sono esplose di re- cente (come gli esempi mostrati nelle prime due colonne), o supernovae che erano già esplose e la cui luce stava svanendo (terza colonna). L’età di ogni supernova può essere determinata dal suo redshift (indicato con “z”). La luce della supernova più distante, con redshift 3,8, ha avuto origine quando l’universo aveva solo 1,7 miliardi di anni. Un redshift 2,845 corri- sponde a un momento di 2,3 miliardi di anni dopo il Big Bang. L’esempio più vicino, con redshift 0,655, mostra la luce che ha lasciato la sua galassia circa 6 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva poco più della metà della sua età attuale. [NASA, ESA, CSA, STScI, Christa DeCoursey (University of Arizona), JADES Collaboration] tori a comprendere i meccanismi di formazione stellare ed esplosione di supernova in quei primordi. “Stiamo essenzialmente aprendo una nuova finestra sull’universo transiente” , ha affermato Matthew Siebert, mem- bro STScI, che sta guidando l’analisi spettroscopica delle supernovae JADES. “Storicamente, ogni volta che lo abbiamo fatto, abbiamo tro- vato cose estremamente entusia- smanti, cose che non ci aspettava- mo.” “Poiché Webb è così sensibile, sta trovando supernovae e altri fe- nomeni transienti quasi ovunque sia puntato” , ha affermato Eiichi Egami, membro del team JADES e professore ricercatore presso l’Uni- versità dell’Arizona a Tucson. “Que- sto è il primo passo significativo ver- so indagini più estese sulle superno- vae con Webb.” diversa da quella prevista. Sebbene sia solo il primo oggetto di questo tipo, i risultati non indicano alcuna prova che la luminosità di tipo Ia cambi con il redshift. Sono necessari altri dati, ma per ora le teorie che si basano sulle supernova di tipo Ia per determinare la velocità di espan- sione dell’universo e il suo destino finale rimangono intatte. Pierel ha presentato le sue scoperte al 244° meeting dell’American Astronomi- cal Society. L’universo primordiale era un posto molto diverso con ambienti estremi. Gli astronomi si aspettano di vedere antiche supernovae che provengono da stelle che contengono molti me- no elementi chimici pesanti rispetto a stelle come il nostro Sole. Confron- tare queste supernovae con quelle nell’universo locale aiuterà i ricerca- viaggiare verso di noi 11,5 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva solo 2,3 miliardi di anni. Il prece- dente record di distanza per una su- pernova di tipo Ia confermata spet- troscopicamente era uno sposta- mento verso il rosso di 1,95, quando l’universo aveva 3,4 miliardi di anni. Gli astronomi sono ansiosi di analiz- zare le supernovae di tipo Ia ad alti redshift per vedere se hanno tutte la stessa luminosità intrinseca, indi- pendentemente dalla distanza. Ciò è di fondamentale importanza, per- ché se la loro luminosità intrinseca variasse con lo spostamento verso il rosso, non sarebbero indicatori affi- dabili per misurare il tasso di espan- sione dell’universo. Pierel ha analiz- zato questa supernova di tipo Ia tro- vata a redshift 2,9 per determinare se la sua luminosità intrinseca fosse ! ASTROFILO l’
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