l'Astrofilo settembre-ottobre 2018

6 SETTEMBRE-OTTOBRE 2018 PLANETOLOGIA anni sul numero del 25 luglio della rivista Science (DOI: 10.1126/science.aar7268). La ricerca che ha rilevato ciò che potrebbe essere acqua liquida è iniziata quando MEO entrò in orbita nel 2003, ma lo studio in questione si basa sui dati raccolti dal 2012 al 2015. MARSIS invia segnali radar e misu- ra le proprietà dei fasci riflessi, incluso il tempo necessario ai segnali per rimbalzare e ritornare, e la differenza di intensità del segnale inviato e delle riflessioni di ritorno. Il tempo e l’intensità delle riflessioni rive- lano informazioni sulla superficie: i ritorni veloci possono significare roccia solida im- mediatamente sotto, mentre le interfacce tra roccia e ghiaccio, o ghiaccio, acqua e roccia, producono segnali più complicati e ritardati. L’acqua liquida è un materiale mol- to diverso rispetto alla roccia o al ghiaccio in termini di riflettività radar, facendo risal- tare la sua presenza in modo brillante ri- spetto al materiale che la circonda. Presen- ze di questo genere erano state notate du- rante i primi passaggi del MEO, ma non so- no state osservate con regolarità per ragio- ni che hanno a che fare con il modo in cui i dati sono stati elaborati. Le misurazioni radar eseguite dal MEO pri- ma del 2010 sono state elaborate dal com- puter di bordo con il calcolo della media dei dati prima di essere inviate verso la Terra. Questo metodo è efficiente, ma ha fornito solo alcuni dei dati contenenti pro- ve dei riflessi radar dell’acqua liquida, que- sto perché la regione rilevata è relativa- L a sonda Mars Express ha usato segnali radar rimbalzati attraverso strati sotterranei di ghiaccio per trovare evidenze di un piccolo lago d’acqua sepolto sotto la calotta polare sud. Tra il 2012 e il 2015 sono state fatte 29 osservazioni dedicate nella regione Planum Australe del polo sud, usando il Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding instru- ment, MARSIS. Una nuova modalità operativa stabilita in questo periodo ha permesso di ottenere una più elevata qualità dei dati rispetto a prima. L’area di 200 km 2 studiata è indicata nell’immagine di sinistra, mentre le impronte radar sulla superficie sono indicate nell’immagine centrale per più orbite. L’immagine di sfondo in scala di grigi è del Thermal Emission Imaging System image della Mars Odyssey della NASA, ed evidenzia la topografia sottostante: una pianura per lo più informe, con scarpate di ghiaccio in basso a destra (il sud è in alto). Le impronte sono contraddi- stinte da un codice colore corrispondente alla “potenza” del segnale radar riflesso dalle strutture al di sotto della superficie. L’ampia area blu vicino al centro corrisponde alla principale area radar luminosa, rilevata in molte orbite sovrapposte della sonda. Un profilo radar sotterraneo è mostrato nell’immagine di destra, per una delle orbite di Marte. La brillante strut- tura orizzontale nella parte superiore rappresenta la superficie ghiacciata di Marte in questa regione. I depositi stratificati polari sud (strati di ghiac- cio e polvere) sono visti a una profondità di circa 1,5 km. Al di sotto è ri- portato uno strato base che in alcune aree è addirittura molto più lumi- noso dei riflessi di superficie, evidenziato in blu, mentre in altri luoghi è piuttosto diffuso. Analizzando i dettagli dei segnali riflessi dallo strato base si ottengono proprietà che corrispondono all’acqua liquida. I riflessi più brillanti sono centrati attorno a 193°E/81°S nelle orbite intersecanti, delineando una zona ben definita di 20 km di larghezza. [Context map: NASA/Viking; THEMIS background: NASA/JPL-Caltech/Arizona State Uni- versity; MARSIS data: ESA/NASA/JPL/ASI/Univ. Rome; R. Orosei et al 2018] mente piccola rispetto alla regione stu- diata. Gli astrofotografi conoscono le con- seguenze dell’impoverimento attribuito alla pre-elaborazione delle immagini da parte dei computer di bordo. I formati di immagine grezza sono sempre preferiti dalle fotocamere DSLR sui formati jpeg ASTROFILO l’

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