l'Astrofilo settembre-ottobre 2018

50 SETTEMBRE-OTTOBRE 2018 CRONACHE SPAZIALI Scoperte nuove tracce della stella che non sarebbe morta by NASA/ESA C he cosa succede quando una stella si comporta come se fosse esplosa, ma è ancora lì? Circa 170 anni fa, gli astronomi assi- stettero a una grande esplosione di Eta Carinae, una delle stelle più bril- lanti conosciute nella Via Lattea. L’esplosione scatenò quasi tutta l’e- nergia di un’esplosione di supernova standard. Eta Carinae è sopravvis- suta. Una spiegazione per l’eruzione ha finora eluso gli astrofisici. Non possono tornare alla metà dell’800 con una macchina del tempo per os- servare l’esplosione con la tecnolo- gia moderna. Tuttavia, gli astronomi possono utilizzare la “macchina del tempo” della natura, per gentile con- cessione del fatto che la luce viaggia ad una velocità limitata attraverso lo spazio. Invece di dirigersi diretta- mente verso la Terra, una parte della luce proveniente dall’esplosione è rimbalzata o “echeggiata” dalla pol- vere interstellare, ed è appena arri- vata sulla Terra. Questo effetto è chia- mato eco di luce. La luce si sta com- portando come una cartolina che si è persa per posta e arriva solo 170 anni dopo. Eseguendo una moderna ana- lisi astronomica della luce in ritardo con i telescopi al suolo, gli astronomi hanno avuto una sorpresa. Le nuove Q uesta animazione mostra come la stella massiccia Eta Carinae sia sopravvis- suta a una grande eruzione nel 1840. In questo scenario, Eta Carinae iniziò ini- zialmente come un sistema a stella tripla. Due stelle pesanti nel sistema sono in orbita da vicino e un terzo compagno sta orbitando molto più lontano. Quando la più massiccia delle stelle binarie vicine si avvicina alla fine della sua vita, inizia ad espandersi e scarica gran parte del suo materiale sulla sorella. Quest’ultima si in- grandisce e diventa estremamente luminosa. La stella donatrice, avendo perso la maggior parte della sua massa, si allontana dalla mostruosa sorella e interagisce con la stella più esterna. Le due stelle si scambiano i posti, con la stella più esterna che viene sospinta verso l’interno. Qui cade sulla mostruosa sorella e le due stelle si uniscono. La fusione produce un evento esplosivo che forma lobi bipolari di ma- teriale espulso dalla stella gigante. La stella compagna sopravvissuta si stabilisce in un’orbita allungata intorno alla coppia unita, passando attraverso l’inviluppo gas- soso esterno della stella gigante ogni 5,5 anni. [NASA, ESA, and G. Bacon (STScI)] misurazioni dell’eruzione del 1840 rivelano che il materiale si espan- de con velocità da record, fino a 20 volte più velocemente di quanto si aspettassero gli astronomi. Le velo- cità osservate sono più simili al ma- teriale più veloce espulso dall’onda esplosiva di una supernova, piutto- ASTROFILO l’

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