l'Astrofilo aprile 2013

COSMOLOGIA ASTROFILO l’ stanza, ben più elevata di quella nota dell'ammasso (il quale dista da noi 2,1 mi- liardi di anni luce). Come si nota facilmente, le compo- nenti principali di quest'ul- timo sono essenzialmente bianche, quindi la loro luce è meno arrossata dall'e- spansione dell'universo, ef- fetto (detto redshift) che cresce esponenzialmente al crescere della distanza dal- l'osservatore. Chiaramente, i colori del- l'immagine, già per il fatto che li vediamo, non sono quelli originali infrarossi catturati dagli strumenti da ripresa dell'HST (in que- sto caso Wide Field Camera 3 e Advanced Camera for Surveys). Per rendere visibili ai nostri occhi le frequenze registrate, si attri- buiscono ad esse i colori convenzionali della tricromia, sulla base della loro posizione sullo spettro elettromagnetico: canale infra- rosso più lontano = rosso; canale infrarosso più vicino = blu; canale infrarosso di mezzo = verde. A causa del redshift, che sposta tutti i colori verso il rosso, gli oggetti più di- stanti saranno di solito anche i più arrossati, mentre quelli bluastri lo saranno meno. Fra questi ultimi c'è la galassia evidenziata nell'area 3, dalla quale sembrano piovere condensazioni di materia. Il fenomeno è il risultato del transito della galassia in una densa nube di gas intergalattico, qui non vi- sibile. La compenetrazione ha frenato, strappato e riscaldato parte del gas conte- nuto nella galassia, che così sollecitato ha potuto innescare processi di formazione stellare all'esterno della galassia stessa, di- venendo visibile nella forma svelata dal- l'HST. La tonalità blu che domina questa galassia e la scia di materia che la segue è dunque intensificata dal colore delle gigan- tesche e giovani stelle nate in tempi recenti (poche decine di milioni di anni) a seguito dell'interazione gravitazionale. Più in basso nell'immagine è stata eviden- ziata una quarta area, caratterizzata da una concentrazione di strisce e archi leg- germente incurvati, che altro non sono se non galassie remote la cui immagine è stata stirata dal lensing prodotto dall'am- masso. Questo tipo di deformazione è piut- tosto tipico, tanto che strutture simili sono riconoscibili un po’ ovunque sull'immagine, mentre la vera eccezione è il minaccioso “space invader”. I n questa secon- da animazione ci spostiamo al- l’interno di Abell 68, fino a rag- giungere la cu- riosa figura di cui si parla nel testo. [NASA/ESA] P rimo piano del- lo “space inva- der” messo in evi- denza dal telesco- pio spaziale Hub- ble. [NASA/ESA] n

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