l'Astrofilo marzo-aprile 2016

CRONACHE SPAZIALI I mmagine HST del massiccio ammasso di galassie IDCS J1426.5+3508. [NASA, ESA, and M. Brodwin (Univ. of Missouri)] dato lo studio. “Essendo una del- le prime strutture massicce ad es- sersi formata nell'universo, que- sto ammasso alza l’asticella alle teorie che tentano di spiegare come evolvono gli ammassi di galassie.” Gli ammassi di galassie sono i più grandi oggetti dell'universo te- nuti assieme dalla gravità. A cau- sa della loro dimensione assolu- ta, gli scienziati pensano che do- vrebbero impiegare parecchi mi- liardi di anni a formarsi. La di- stanza di IDCS J1426 comporta che gli astronomi lo stanno osser- vando quando l'universo aveva solo 3,8 miliardi di anni e ciò im- plica che l'ammasso è visto in un'età giovanissima. I dati di Chandra rivelano un nodo brillante di raggi X vicino al centro dell'ammasso, ma non e- sattamente al suo centro. Questo nucleo superdenso è stato slog- giato dalla posizione centrale, forse da una fusione con un altro ammasso in via di sviluppo 500 mi- lioni di anni prima. Una tale fusione causerebbe l'emissione di raggi X e l'agitarsi di gas caldo, come il vino che in un bicchiere sbatte da un lato all'al- tro. “Le fusioni con altri gruppi e am- massi di galassie dovevano essere più comuni in un'epoca così iniziale della storia dell'universo” , ha detto il co- autore Michael McDonald, del Massa- chusetts Institute of Technology di Cambridge, Massachusetts. “Ciò sem- bra aver giocato un ruolo importante nella rapida formazione di questo giovane ammasso.” A parte la peculiarità del nucleo, il gas rovente nel resto dell'ammasso è mol- to uniforme e simmetrico. Questa è un'altra indicazione che IDCS J1426 si è formato molto rapidamente. In ag- giunta, gli astronomi hanno trovato una possibile prova che l’abbondanza degli elementi più pesanti dell'idro- geno e dell'elio nel gas rovente è in- solitamente bassa. Ciò suggerisce che questo ammasso di galassie potrebbe attraversare ancora un processo di arricchimento del suo gas con metalli, visto che le superno- vae creano proprio quegli elementi più pesanti e li scagliano fuori dalle singole galassie. “La presenza di questo massiccio am- masso di galassie nel giovane uni- verso non sconvolge le nostre attuali conoscenze di cosmologia” , ha detto il co-autore Anthony Gonzalez, della University of Florida, di Gainesville. “Tuttavia ci dà più informazioni per lavorare alla messa a punto dei nostri modelli.” Tracce di altri massicci am- massi di galassie nei tempi primordiali sono già state trovate, ma nessuno di essi è confrontabile con IDCS J1426 per quanto riguarda massa ed età. La determinazione della massa ha sfrut- tato tre diversi metodi: il calcolo della massa necessaria a confinare nell'am- masso il gas caldissimo che emette raggi X, l'impronta della massa gas- sosa dell'ammasso nella radiazione cosmica di fondo a microonde, e l'os- servazione delle distorsioni nelle for- me delle galassie dietro l'ammasso, che sono causati dalla curvatura della luce delle galassie da parte della gra- vità dell'ammasso. Questi risultati so- no stati presentati al 227 esimo meeting dell'American Astronomical Society, di Kissimmee, Florida. ASTROFILO l’ n

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