l'Astrofilo marzo-aprile 2016
CRONACHE SPAZIALI Telescopi della NASA pesano un massiccio ammasso di galassie by NASA A lcuni astronomi hanno usato dati raccolti da tre grandi os- servatori della NASA per rea- lizzare quello che è finora il più det- tagliato studio di un giovane ed e- stremamente massiccio ammasso di galassie. Questo raro oggetto, che si trova a 10 miliardi di anni luce dalla Terra, è massiccio quasi quanto 500 trilioni di soli. L’ammasso ha impor- tanti implicazioni nella compren- sione di come simili megastrutture si formano ed evolvono nel giovane universo. Denominato IDCS J1426.5 +3508 (per brevità IDCS J1426), que- sto ammasso di galassie è così lon- tano che la luce raccolta giunge a noi da quando l'universo aveva all'incirca un quarto della sua età attuale. È l'ammasso di galassie più massiccio individuato in un'epoca così primor- diale. Scoperto inizialmente dal tele- scopio spaziale Spitzer nel 2012, IDCS J1426 fu poi osservato con il telesco- pio spaziale Hubble e al Keck Obser- vatory, al fine di determinarne la di- stanza. Osservazioni del Combined Array for Millimeter-wave Astro- nomy indicavano che era estrema- mente massiccio. Nuovi dati del Chandra X-ray Observatory hanno confermato la massa dell'ammasso di galassie e mostrano che circa il 90% di quella massa è in forma di materia oscura, una misteriosa sostanza rile- vata sinora unicamente attraverso la ASTROFILO l’ G li astronomi hanno realizzato il più dettagliato studio di sempre di un gio- vane ed estremamente massiccio ammasso di galassie, utilizzando tre grandi osservatori della NASA. Questa immagine multifrequenza mostra tale ammasso di galassie, denominato IDCS J1426.5+3508 (in breve, IDCS J1426), nei raggi X, nel blu, nella luce visibile, nel verde, nell'infrarosso e del rosso, come visto dal Chandra X-ray Observatory, dall'Hubble Space Telescope e dallo Spitzer Space Telescope. [NASA, ESA, and M. Brodwin (University of Missouri)] trazione gravitazionale che esercita sulla materia normale composta di atomi. “Con questa scoperta stiamo davvero spingendo oltre i limiti” , ha detto Mark Brodwin, della University of Missouri, Kansas City, che ha gui-
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